Pro Loco Mignano Monte Lungo


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Cenni Storici

La zona di Mignano era abitata dai Sidicini e poi scelta dagli Etruschi per fondarvi la città di Cesennia, il cui nome forse è da collegare a quello del vicino monte Cesina dal quale fin dall'antichità veniva estratta la pietra pomice. Secondo alcuni studiosi il toponimo altro non sarebbe che un prediale tratto da un personale latino Miniuu al quale, nel 1947 fu aggiunta la specificazione Monte Lungo, in ricordo della drammatica battaglia del 1943. Le mura che difendevano la città romana e nello stesso tempo, costituivano un acquedotto per trasportare l'acqua del rio Rava sono andate quasi totalmente distrutte. In età imperiale venne costruito un ponte sul Rava che insieme a numerose iscrizioni e reperti archeologici rinvenuti nella zona, testimonia l'importanza anche strategica del territorio. I Longobardi lo inclusero prima nel Ducato di Benevento e dal 776 al termine della loro dominazione nella Contea di Capua. Nel 1139 Mignano divenne il campo di battaglia tra i Normanni, capeggiati da Ruggiero da poco incoronato re di Sicilia dall' antipapa Anacleto II e l'esercito di papa Innocenzo II, che sconfitto fu condotto prigioniero nel castello di Mignano per firmare la pace. Il feudo passò agli Svevi, agli Angioni e con gli Aragonesi fu assegnato alla famiglia Fieramosca, fino al 1581 quando fu ceduto da Ettore Leognano Fieramosca a Giulio Cesare de Capua. Mignano fu nuovamente teatro di guerra quando nel 1734, Carlo di Borbone sconfisse il conte Daun che preferì rifugiarsi a Capua abbandonando la difesa del castello. Durante la seconda guerra mondiale il territorio di Mignano è stato ancora una volta teatro di una battaglia. I tedeschi in ritirata si erano stabiliti a Montecassino tra il 29 e il 30 settembre 1943, per ostacolare l'avanzata delle truppe alleate minarono alcuni punti strategici distruggendo e danneggiando oltre a molte abitazioni anche il Castello, il Palazzo municipale e il Ponte ferdinandeo a cavallo del rio Rava che costituiva l'unico collegamento tra la strada Casilina e il centro abitato. Il successivo 8 Dicembre i nostri reparti al comando del generale Dapino, attaccarono le forze nemiche nel quadro del piano predisposto dal generale Clark. Gli italiani avanzati nella fitta nebbia, spazzata dall'improvviso alzarsi del vento subirono notevoli perdite. Successivamente con il nuovo piano d'attacco sviluppatosi il 16 dicembre la vittoria arrise ai nostri combattenti.



IL FENOMENO DEL BRIGANTAGGIO

Michelina De Cesare

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